Ricordo ai docenti la necessità di compilare il Progetto Formativo Individuale, così come previsto dal D. Lgs. 61/2017 all’art. 5, I, lett. A, per gli studenti delle classi prime dell’Istituto Professionale.

In assenza di specifici format proposti dal MIUR ed in presenza di numerosi modelli creati da diversi Istituti, ritengo opportuno proporvi un modello predisposto con la Prof. Di Rienzo, di facile e quasi immediata compilazione. Potrete trovare il modello sul sito, nella modulistica, e compilarlo al termine dello scrutinio, anche delegando alcuni docenti non direttamente impegnati negli scrutini successivi.

Dovendo indicare un tutor per ogni studente, vi consiglierei, sulla base delle indicazioni date dall’USR Veneto, di non superare i 10 studenti per tutor e preciso che il tutor non è responsabile del PFI, lo è il CdC nella sua totalità. Il tutor è invece il tramite tra scuola e studente/famiglia per quanto riguarda il rispetto delle indicazioni emergenti dal PFI.

Data la presenza di numerosi studenti per i quali è già stato predisposto un PEI o un PDP, ritengo opportuno evitare di riportare sul documento personalizzazioni o strumenti compensativi già descritti, basterà rimandare a quanto già previsto, es. “vedi PEI”.

La brevità di quanto riportato sul PFI è giustificata dal fatto che oltre il 30% dei nostri allievi, al termine della prima classe, viene ri-orientato verso altri percorsi di studio oppure sceglie, di propria volontà, altri corsi. Facile desumere che la motivazione nella scelta non è consolidata e che, normalmente durante il biennio iniziale, gli interessi personali maturano e sostengono scelte di studio e di lavoro solo negli anni seguenti.

Il PFI è inteso dal MIUR quale bilancio personale che i docenti compilano ed aggiornano lungo un percorso quinquennale che sfocia nelle competenze ed abilità previste dal profilo in uscita, il P.E.C.U.P.

Al momento, dunque, in attesa che gli studenti maturino e consolidino la loro motivazione allo studio, credo sufficiente procedere con una raccolta minima dei dati che tiene conto dei tipi di apprendimento considerati a livello europeo (apprendimento formale, informale e non formale) e che raccolga quanto necessario a supportare lo studente nel conseguire il successo scolastico.

Preciso infine che gli strumenti compensativi già adottati per tutta la classe risultano dalla relazione finale e/o dal registro di classe quindi non devono essere riportati sulle schede individuali del PFI.

Ogni CDC è libero di integrare le informazioni del PFI, aggiungendo allegati e quanto altro ritenga opportuno, è altresì libero di scegliere un altro termine per la verifica del PFI. Io ho indicato il termine dell’anno scolastico poiché scadenza fisiologica ed ineludibile, anche in presenza delle indicazioni ministeriali che considerano il biennio come un unico periodo didattico.

Al PFI i docenti avranno cura di allegare le Unità di Apprendimento (UDA) che dovrebbero esser state discusse e deliberate nei Dipartimenti almeno sui nuclei fondanti la disciplina. Invito i docenti a provvedere, anche con UDA trasversali e pluridisciplinari, ad es. unendo Italiano e Storia oppure le discipline che rientrano In “Scienze Integrate” o le materie di indirizzo, oppure rifacendosi agli assi culturali, tuttora necessari punti di riferimento, introdotti nell’ordinamento scolastico nel 2007 dal Ministro Fioroni (D.M. 139/2007)

Al termine dell’anno, il mancato raggiungimento delle UDA previste sarà di guida per lo studente poiché chiarirà le sue lacune in modo preciso e gli indicherà la direzione su cui procedere per conseguire il successo formativo; sarà altresì utile per il CdC che potrà aggiornare i livelli di apprendimento conseguiti dallo studente nel corso della seconda annualità e, al termine, decidere serenamente e con solide motivazioni se ammetterlo o meno alla classe successiva.

Ringrazio tutti per la collaborazione